Furore piddino. di paolo





di paolo. Ho seguito lo show di Matteo Renzi alla festa Nazionale dell’Unità di Ravenna, dove il rocambolesco istrione ha acchiappato il microfono, quasi fosse un terminale naturale della sua mano, e ha iniziato ha gigioneggiare sul palco come solo lui sa fare, avanti e indietro con la sua silhouette non proprio “sfinata”. Naturalmente senza affrontare nessuno dei nodi cruciali che lo hanno portato a distruggere il PD, vietato parlarne, meglio stendere un velo pietoso. In compenso il suo intervento, tutto incentrato sul denigrare e tentare di ridicolizzare gli esponenti dell’attuale maggioranza, inframezzato da smorfie, frizzi e lazzi, ha mandato letteralmente in visibilio la platea di ultraottantenni, che lo ha applaudito a scena aperta. Ho visto nonne in preda a una gioia incontrollata che gli rivolgevano parole d’amore

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Pubblicato il: 11 Settembre 2018

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