
Ecco Portal, di Facebook. Mentre le sue azioni scivolano vicino alla zona rossa – ovvero quella in cui è sprofondato dopo il caso Cambridge Analytica – il colosso di Menlo Park non varia la tabella di marcia: la vulnerabilità di 50 milioni (più il rischio di altri 40 milioni) di profili comunicata poco più di una settimana fa e il rischio concreto di una multa da parte dell’Unione europeanon hanno fermato il debutto del dispositivo da salotto. In maggio, invece, Mark Zuckerberg aveva deciso di tenerlo nel cassetto per non bruciarlo fra le fiamme dello scandalo dell’uso improprio di dati da parte della società britannica di consulenza politica. Adesso, in un impeto di audacia (o di imprudenza?), cala la delicata carta.Si tratta, in sostanza, di una prima risposta all’ingresso di Amazon, Google o Apple fra le quattro mura domestiche.
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