Facebook fomenta l’odio razziale, lo prova uno studio





L’esposizione a contenuti di odio su Facebook ha svolto un ruolo fondamentale negli atti di violenza avvenuti negli ultimi anni in Germania a danno dei richiedenti asilo. Una ricerca tedesca ha stabilito una relazione causale tra i due fattori, e non lascia alcun dubbio: «Alla base dell’aumento esponenziale ci sono le “Facebook bubbles”» Facebook e l’odio razziale, crimini aumentano del 50% dove si usa di più Facebook I ricercatori dell’Università di Warwick hanno pubblicato una ricerca dal titolo “Alimentare le fiamme dell’odio: Social media e crimini d’odio” dove hanno preso in esame ogni attacco compiuto verso i rifugiati avvenuti in Germania negli ultimi due anni: si tratta di 3335 casi. Hanno poi preso in considerazione diversi fattori come la ricchezza e le opinioni politiche e li hanno incrociati con il numero di crimini d’odio e di rifugiati. Per ogni città e paese, hanno riscontrato lo stesso elemento: un utilizzo Facebook superiore alla media. In particolare, laddove si registrava una deviazione standard dalla media nazionale dell’uso di ogni persona, il numero di attacchi contro i rifugiati aumentava del 50%. Non si parla di un utilizzo spropositato di internet in generale, ma specificatamente di Facebook

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Pubblicato il: 22 Agosto 2018

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