
Se l’obiettivo di una private bank italiana è generare margini soddisfacenti e soddisfare la clientela, gli investimenti alternativi (tra cui private equity, private debt re venture capital) sono diventati un elemento irrinunciabile nella gamma di offerta di prodotti. Certo non gli unici (la reportistica e l’analisi del portafoglio sono al primo posto, seguite dalla consulentza), ma di sicuro irrinunciabili. E’ quanto emerge dall’ultima edizione della Global Wealth Management Research di EY, presenttata oggi a Milano in collaborazione con l’Asssociazione Italian Private Banking (Aipb), di cui EY è membro.
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