
Un impianto biologico che consente una migliore rigenerazione dei tessuti nella riparazione dei difetti della parete addominale per situazioni cliniche complesse: è il trattamento oggi maggiormente utilizzato dagli esperti a livello mondiale. Le ernie rappresentano una complicanza piuttosto frequente di qualsiasi procedura chirurgica eseguita sull’addome. Con il termine ernia si indica una fuoriuscita di visceri dalla cavità che normalmente li contiene. A livello addominale, possiamo distinguere due tipologie: le primitive, legate a problemi congeniti nella struttura del collagene – la principale proteina del tessuto connettivo – che porta ad un indebolimento strutturale della parete addominale e quelle secondarie, dette anche post-incisionali o laparoceli, con un’incidenza tra il 15 e il 32% in pazienti sottoposti ad interventi chirurgici sia tradizionali che mininvasivi e facilitate da una infezione del sito chirurgico” – spiega Pierluigi Ipponi, presidente dell’Italian Society of Hernia and Abdominal Wall Surgery (ISHAWS), nel corso del 119° congresso italiano di chirurgia generale SIC in corso a Napoli.
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