
A volte è meglio chiedere scusa senza argomentare le proprie ragioni. E invece Enrico Esposito ha preferito dimostrare al mondo che dietro al suo comportamento sui social ci sia stata una scelta consapevole e che la stampa abbia travisato il tutto. Dietro ai suoi tweet omofobi e sessisti (che vanno dal 2013 al 2016) c’era il suo alter ego radiofonico – razzista, sessista e omofobo «Gianni il riccone». Ma la realtà è che quei tweet arrivavano dal suo profilo personale e non di questo presunto alter ego satirico.
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