Elite: la recensione della serie spagnola targata Netflix con Jaime Lorente





A conferma della tendenza “europea” ormai cara alla piattaforma streaming Netflix, Elite è la nuova serie teen drama completamente spagnola, composta da 8 episodi di circa 50 minuti ciascuno. Ideata da Carlos Montero e Darío Madrona, Elite ha cercato di puntare su un cast conosciuto agli aficionados dell’altra celebre serie spagnola che ha spopolato su Netflix, ossia La Casa di Carta, e elementi tipici del suo genere quale la lotta di classe, intrighi e percorsi di crescita, senza però brillare per sceneggiatura e regia, rendendo il prodotto alquanto piatto. Elite: la trama In seguito al crollo della loro scuola, Samuel (Iztan Escamilla), Nadia (Mina El Hammani) e Christian (Miguel Herran) iniziano a frequentare il prestigioso istituto bilingue de Las Encinas, grazie ad una borsa di studio fornita dai costruttori della scuola crollata. I tre ragazzi, tra lotte di classe, bullismo e umiliazioni, iniziano a farsi strada nella scuola, avvicinandosi all’alternativa Marina (Maria Pedraza), al fratello Guzman (Miguel Bernardeu), alla sofisticata Carla (Ester Exposito) e alla ricchissima Lucrecia (Danna Paola). In questo mondo sofisticato e attaccato alle apparenze cercano di infiltrarsi i personaggi meno abbienti, come il fratello di Samuel, Nano (Jaime Lorente). L’omicidio di una delle ragazze della scuola dà il via ad un’indagine, in cui nessuno sembra davvero esente dalla colpa

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Pubblicato il: 14 Ottobre 2018

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