Edha: recensione del pilot della serie trash argentina di Netflix





Netflix porta sui nostri schermi Edha, serie argentina ambientata a Buenos Aires nel mondo della moda e della malavita locale, tra un glamour un po’ tamarro e la criminalità totalmente tamarra in uno show che si barcamena tra un voler essere qualcosa tra il crime, una serie familiare e un mondo che vorrebbe essere luccicante. Edha, pilot: la sinossi Buenos Aires, ai giorni nostri: una casa di moda sull’orlo del fallimento deve tentarle tutte per sopravvivere, tra abiti innovativi e fantasmi familiari, con una storia che si incrocia con storie di piccola malavita, laboratori clandestini, sfruttamento delle persone e povertà che ha nella criminalità l’unico sbocco. La rappresentazione di un mondo solo all’apparenza dorato, ma con mille drammi in stile Beautiful, che vorrebbe essere il simbolo di un Paese sempre sull’orlo del fallimento. Edha, pilot: le nostre impressioni Edha è una serie che vorrebbe essere tante cose: vorrebbe far scivolare il suo spettatore in un mondo dorato, nel quale però la miseria umana fa da contraltare ai brillantini, mentre si interseca con una vicenda che dovrebbe essere di denuncia sociale e una fotografia del fallimento e della miseria umana, ma quello che si avvicina di più a questa rappresentazione è proprio il fallimento stilistico e artistico di questo show, povero, arrangiato alla meno peggio e in molti punti stucchevole e posticcio. La cifra di questo racconto è sicuramente la povertà stilistica, e se qualcuno potrebbe dire che la produzione è fatta in un Paese meno ricco rispetto agli standard ai quali siamo abituati, dobbiamo dall’altra parte sottolineare come ci siano produzioni cinematografiche e televisive sudamericane che invece tutto questo non lo fanno trasparire. Qui, invece, è decisamente colpa di produttori, sceneggiatori e cast che confezionano un prodotto indubbiamente brutto e scialbo

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Pubblicato il: 18 Marzo 2018

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