
Nei giorni scorsi ho ricevuto la famosa busta arancione dell’INPS, una simpatica lettera di 4 pagine che consente di stimare 2 cose: Quando andrai in pensione; Che cifra prenderai se e quando ci andrai (la cifra è basata su una stima dei contributi versati + una proiezione di quelli che mancano). Puoi ben capire che si tratta di 2 dati totalmente spannometrici, visto che non sappiamo assolutamente: Quante volte verrà spostata in avanti la data e relativi requisiti minimi per poter andare in pensione; Quanto potrà cambiare la tua busta paga nel corso degli anni, quanti posti di lavoro cambierai, se perderai il lavoro, etc.. Per farti capire quanti anni di lavoro vengono richiesti oggi ad un “italiano medio”, ti mostro la data di inizio dei miei primi contributi pensionistici versati (incredibile, hanno – giustamente – conteggiato anche il servizio militare!) e la contribuzione teorica, con relativa data di termine del lavoro. Si sfiorano i 50 anni! In altre parole: ho fatto il militare a 20 anni, ho iniziato a lavorare (in regola) a 21 e, secondo il prospetto, andrò in pensione attorno ai 70 anni (con una miseria)
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