
Se in campo la nazionale di Mancini sta faticosamente cercando di uscire dall’incubo del fallimento mondiale, fuori dal terreno di gioco la fotografia del calcio italiano (conti alla mano) è più ricca di chiari che di scuri. Un’eredità lasciata alla prossima governance, quella che riparte dal commissariamento e che presenta un programma di riforme da attuare in due anni con Gabriele Gravina, già numero uno della Lega Pro, come uomo capace di compattare attorno a sé la maggioranza mancata nello scorso inverno.“Il calcio italiano non è all’anno zero. Il calcio italiano è già ripartito” ha rivendicato con forza il direttore generale della Figc, Michele Uva, nel giorno della presentazione del Bilancio Integrato 2017.
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