
Prima o poi il Partito popolare rinascerà. Lo farà Romano Prodi, o il suo erede, Enrico Letta; lo farà Silvio Berlusconi, o il suo Antonio Tajani del momento, o lo faranno insieme, i rivali di ieri, all’ombra del Ppe che già li unisce. Ma alla fine qualcosa del genere si farà, pensando all’Europa e ai sovranismi, più che a don Luigi Sturzo e al centenario del Partito popolare. Però mentre i tirannosauri del popolarismo si muovono lentamente, indugiando e tergiversando, qualcuno sta bruciando le tappe
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