
“L’accesso alla salute, alla prevenzione e alla dignità non può fermarsi davanti a un cancello. Le donne detenute della nostra regione continuano a vivere in condizioni inaccettabili, tra sezioni marginali, cure sanitarie assenti e percorsi di reinserimento pressoché inesistenti. È arrivato il momento di accendere un faro su questa realtà ignorata”. L’appello della UIL Calabria alla Garante dei detenuti È quanto dichiara Anna Comi, coordinatrice delle Pari Opportunità Uil Calabri…
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