
di Piero Tucceri. Le vicende relative all’operato della nave “Diciotti”, rendono conto di un pasticcio tipicamente italiano.Infatti, l’aspetto essenziale dello stesso riguarda lo stabilire come mai una nave militare, destinata peraltro al pattugliamento delle coste italiane, sia finita nella zona SAR di Malta. Bisogna precisare che la stessa si sia mossa in quella direzione esclusivamente per andare incontro a un barcone con il motore in avaria e recante a bordo ben 177 clandestini, atteso che tali debbano ritenersi coloro che si avventurino su un barcone non battente bandiera di qualche Stato e che, anche per questo, dovrebbero essere posti alla stregua dei fuorilegge dediti al traffico di esseri umani. Occorre inoltre stabilire cosa rappresenti la nave “Diciotti”. Essa è indubbiamente una nave costiera. Come tale dovrebbe avere il compito di controllare i confini italiani e non quello di dedicarsi arbitrariamente al recupero di persone, oltretutto clandestine, al di fuori delle acque di propria competenza.
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