
Ai tempi di Nerone c’era un gladiatore super star che riempiva le arene ed era osannato come un eroe: si chiamava Spiculus, un nome che oggi non dice nulla a nessuno… Sic transit gloria mundi (così passano le glorie del mondo), dicevano non a caso i latini.Se è vero che le celebrity cambiano al cambiare delle mode, chi ambisce a una imperitura fama – secoli e secoli di notorietà… – deve vedersela sia con le gelosie di chi gli sopravvive nel suo tempo, sia con la possibile estinzione della sua lingua e della sua civiltà (basti pensare agli antichi Egizi).Come racconta la BBC, ci sono però alcuni elementi che permettono di capire come si è consolidata la fama di chi era in qualche modo meritevole ed è sopravvissuto al trascorrere del tempo, e di conseguenza si può fare qualche ipotesi sulle celebrity di oggi che sembrano avere le carte in regola per essere ricordate nel 3018.Autopromozione. Se si vuole essere ricordati è bene pensare all’immagine che lasceremo ai posteri: oggi si chiama personal brand, nell’antica Grecia lo definivano kleos (fama). Lavorarci era (ed è) fondamentale: nell’antichità il modo più sicuro per ottenerlo era distinguersi in battaglia.Da Omero in poi quasi tutti gli uomini hanno aspirato a essere come gli eroi dell’Iliade, come Achille, per esempio. Ci è riuscito Alessandro Magno, con grande impegno e determinazione, ed è in buona compagnia.Lo stesso fece secoli dopo, a Roma, Giulio Cesare, con qualche differenza: non solo si distinse in battaglia conquistando quasi tutto quello che c’era da conquistare, ma avviò una macchina di propaganda molto sofisticata, con tanto di troupe di storici che lo seguiva nelle campagne militari
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