Def 2018, le cose da sapere





La formula scelta è quella che, in gergo parlamentare, viene definita risoluzione della maggioranza e verrà discussa in aula il 19 giugno. Così il governo Lega-5Stelle guidato da Giuseppe Conte inizia ad affrontare la spinosa questione dell’aumento dell’iva, in occasione della presentazione del Def, il Documento di Economia e Finanza. Va ricordato infatti che da gennaio 2019, se non verranno programmati dei tagli alla spesa, l’imposta sul valore aggiunto salirà di qualche punto (dal 22 al 24,2% l’aliquota ordinaria), per via delle clausole di salaguardia, cioè gli impegni presi dall’Italia con l’Europa negli anni passati, in cambio di un po’ di flessibilità nel bilancio pubblco.Per disinnescare le clausole di salvaguardia, occorre che il governo di Roma programmi dei tagli alla spesa per il 2019 e può farlo già da oggi in via preliminare, in occasione appunto del varo del Def, che è un documento un documento  con cui viene fatta una stima sull’andamento dei conti pubblici del prossimo triennio, scrivendo nero su bianco la crescita attesa del pil, l’ammontare del deficit e del debito pubblico da qui al 2020 Il Documento di Economia e Finanza del 2018, però, presenta una particolarità: esiste già da più di un mese e non è stato scritto dal governo Conte attualmente in carica. Alla fine di aprile, infatti, lo ha preparato il governo Gentiloni, ben sapendo però che il compito di scriverlo spettava invece a un nuovo esecutivo, appoggiato dal Parlamento insediatosi dopo le elezioni del 4 marzo. Poiché la formazione di un nuovo governo Lega-5Stelle è stata lunga e difficile, l’ex-premier Paolo Gentiloni e i suoi ministri hanno deciso di varare  ugualmente il Documento di Economia e Finanza per portarlo poi all’esame delle autorità dell’Unione Europea, rispettando la scadenza prestabilita di fine aprile.

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Pubblicato il: 13 Giugno 2018

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