
C’è stata persino una festa per presentare i “palinsesti” della prossima stagione e per annunciare la «digitalizzazione del calcio» esattamente come Spotify ha fatto con la musica e Netflix ha fatto con il cinema. Eppure, quella di Dazn è fuoco d’artificio che nasconde, nel dietro le quinte, una vicenda che non fa bene al mondo dei mass-media. La presenza di 14 esuberi tra i giornalisti sui 32 che compongono la squadra di commento dell’OTT che quest’anno celebrerà i suoi primi …
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