Damnation: la recensione della serie Netflix con Killian Scott





Damnation, la serie Netflix pseudo-western ambientata nell’America rurale degli anni ’30, parla dell’oscurità della violenza in una landa desolata ai confini del mondo. Lo show, un po’ alla Deadwood, nasce con l’intento di rendere nota una pagina di storia americana poco conosciuta: la rivolta della Farmer’s Holiday Association, un movimento di contadini del Midwest che scioperano subito dopo la Grande Depressione. La trama ruota intorno a due fratelli: il sedicente pastore Seth Davenport, interpretato da Killian Scott (Call the midwife), che aizza il popolo contro il potere costituito, e l’agente Creeley Turner, che ha il volto di Logan Marshall-Green (Dark Blue, Quarry), mandato a soffocare nel sangue la protesta. Damnation: la sinossi Nella cittadina di Holden il pastore Seth Davenport sobilla gli agricoltori, ridotti ormai alla fame, a scioperare. Durante un picchetto, un crumiro uccide il capo della rivolta davanti a suo figlio: è ‘il cowboy’ Creeley Turner, arrivato nella contea per mettere fine ai disordini.

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Pubblicato il: 22 Febbraio 2018

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