Dalla piazza reale una lezione ai professionisti del virtuale





Tra le analisi e i commenti sulla manifestazione sindacale di ieri a Roma, quello di Dario Di Vico sul Corriere della Sera di oggi è sicuramente tra i più interessanti. “La mobilitazione romana di piazza San Giovanni – scrive Di Vico – si è rivelata doppiamente importante: ha segnato il ritorno delle confederazioni sulla grande ribalta e ha visto la scelta dei gruppi dirigenti convalidata da un significativo successo di partecipazione. Non era scontato, eppure non è tutto. La discontinuità forse più rilevante la si è registrata sul piano dei contenuti e dell’orientamento di fondo della manifestazione. Non solo, infatti, è stata messa sul banco degli accusati l’agenda della coalizione gialloverde — quella che privilegia quotidianamente i sondaggi e le urne ai temi dello sviluppo — ma il sindacato non ha concesso nessuno sconto di rating ai singoli provvedimenti-bandiera del governo” “Dai prepensionamenti di quota 100 al reddito di cittadinanza fino alla flat tax per le partite Iva, i provvedimenti sociali che Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno concepito per onorare la cambiale con i propri elettori sono finiti nel mirino di Cgil Cisl Uil che ne hanno messo a nudo le contraddizioni e le incongruenze e denunciato le nuove disuguaglianze che rischiano di produrre”. “La demagogia almeno ieri non ha pagato e le confederazioni hanno posto le premesse per riprendersi la primogenitura della giustizia sociale, quella che il populismo ha sfilato loro usandola poi per lottizzare la Consob, attaccare i francesi e demonizzare gli stranieri

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Pubblicato il: 10 Febbraio 2019

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