
Allo stato attuale delle cose, nonostante i proclami di Ferragosto di Luigi Di Maio, Danilo Toninelli, Matteo Salvini e – in ultimo – quello del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, la revoca della concessione ad Autostrade per la gestione e la manutenzione della rete viaria del Paese sembra essere un orizzonte impossibile. Lo Stato, in sostanza, non avrebbe abbastanza soldi né per risolvere la situazione contrattuale (l’impegno con Autostrade, firmato nel 2007 insieme ad Anas, arriva fino al 2042), né per garantire – in un secondo momento – attraverso le proprie forze il lavoro che la società privata stava assicurando. LEGGI ANCHE > Genova, crolla il ponte Morandi: 39 vittime accertate, 311 famiglie sfollate Revoca concessione Autostrade, quanto costa? Secondo una prima stima – riportata dai principali media come il Corriere della Sera -, la revoca della concessione ad Autostrade potrebbe avvenire soltanto in caso di gravi inadempienze da parte della società. Fin qui, lo Stato potrebbe avere delle cartucce da giocarsi per dimostrarla: il crollo del ponte Morandi a Genova, ad esempio, rappresenta solo uno degli episodi controversi sulla tenuta delle infrastrutture autostradali in Italia.
Per leggere il resto dell’articolo devi collegarti direttamente sul sito della fonte:

