
Dal 1° ottobre le piccole e medie imprese possono presentare la domanda per la concessione del credito d’imposta per costi di consulenza finalizzati all’ammissione alla quotazione in un mercato regolamentato, o in sistemi multilaterali di negoziazione di uno stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo, in attuazione della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di bilancio 2018) . Lo ha ricordato lo scorso venerdì 5 ottobre Enrico Martini, membro della Segreteria tecnica del Ministro dello Sviluppo Economico (MISE), in occasione del suo intervento a Villasimius alla convention annuale di Frigiolini & Partners Merchant, boutique di consulenza specializzata nella strutturazione di minibond e proprietaria della piattaforma di equity crowdfunding Fundera. L’annuncio relativo all’apertura della finestra per accedere al credito d’imposta per le ipo era stato dato a fine settembre dal MISE (si veda qui il comunicato stampa), precisando che le imprese potranno usufruire di un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute, fino a un massimo di 500mila euro e che ai fini del riconoscimento dell’agevolazione fiscale, le pmi beneficiarie dovranno inoltrare la domanda entro il 31 marzo 2019, compilando un documento allegato al decreto del MISE di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze (MEF), del 23 aprile 2018 che definisce le modalità e i criteri di concessione. Ripercorrendo i risultati del Piano Nazionale Impresa 4.0, Martini ha ricordato anche in questi ultimi anni il MEF e il MISE insieme a Banca d’Italia hanno lavorato a stretto contatto a quello che avevano battezzato Progetto di finanza per la crescita. “Abbiamo fatto tanto, dallo sviluppo dei minibond agli incentivi fiscali per le startup innovative, dalla legge sull’equity crowdfunding a quelle su superammortamento, Nuova Sabatini ed ACE, dalla Gacs per ridurre gli Npl al credito d’imposta per la R&S e a quello per le quotazioni, alla legge sui Pir”, ha detto Martini, sottolineando che “abbiamo calcolato che tutte queste misure in 5 anni si tradurranno in un aumento di 0,5 punti di Pil e di 0,9 punti in 10 anni sino ad arrivare a 1,9 punti nel lungo periodo”.
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