
Monossido di carbonio, biossido di azoto, idrocarburi policiclici aromatici, composti clorurati, tetracloroetilene, benzene, naftalene, formaldeide, Kathon CG (un antimicrobico contenuto nei detersivi) abitano con noi. Dietro al buon profumo dei pavimenti appena lavati spesso si nasconde una forma invisibile di inquinamento che provoca mal di testa, allergie, bruciori agli occhi. Se ne parla da anni, ma siamo figli del «bianco che più bianco non si può» e dello «splendido-splendente»: il bio è ancora una nicchia. Eppure, a parte cambiare abitudini, eliminando insetticidi e vernici tossiche, possiamo migliorare l’aria indoor con un mix di piante, alcune facili e comunissime, come pothos e dracene, altre un po’ meno, come la Rhapis Excelsa, una palma originaria del Sud della Cina con fusto sottile e foglie a ventaglio
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