
È ormai appurato che le nostre informazioni personali sono disponibile in rete. Oltre ai social media e ai forum di discussione online, esistono registri pubblici per le proprietà e le liste elettorali, oltre a un immenso database di informazioni finanziarie assemblate dalle agenzie di rating.Prese singolarmente, molte di queste informazioni sono di natura benigna. Per cui potete aver votato alle elezioni presidenziali del 2016, aver iscritto un figlio in una particolare scuola elementare pubblica o avere postato una volta un commento su un giornale locale protestando contro il razzismo istituzionale. Moltissime persone, compresi degli estranei, conoscono questi dati. Il pericolo non sorge fino a quando qualcuno non capisce come mettere insieme i pezzi e decide di pubblicare tutto online.Questo genere di rivelazione è chiamata “doxxing”, un vecchio termine informatico che deriva dall’idea di raccogliere i documenti o “docs” riguardanti una persona.
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