Cosa ha detto davvero Cesare Battisti nel suo interrogatorio





La confessione di Cesare Battisti è stata interpretata male da alcuni quotidiani che, non avendo potuto pubblicare integralmente i contenuti dei documenti ufficiali, hanno offerto una propria interpretazione delle parole dell’ex terrorista dei Pac, inserendo dei virgolettati decontestualizzati dal resto dell’interrogatorio. I punti critici che sono stati trasmessi all’opinione pubblica riguardano principalmente tre aspetti: la sua incapacità di spiegare il perché della scelta di far parte della lotta armata, l’ammissione di tutti i delitti che gli sono stati contestati, la «presa in giro» alla classe intellettuale che lo ha difeso in questi suoi anni di latitanza. I punti fraintesi dell’interrogatorio di Cesare Battisti Per quanto riguarda il primo punto, Cesare Battisti è molto chiaro: prima di far parte della lotta armata, aveva commesso dei reati comuni. Per alcuni aveva già scontato la sua pena, per altri era semplicemente ricercato. In virtù di questa sua condizione, decise di entrare in clandestinità: «Nel 1977 Cavallina (fondatore dei PAC) era stato scarcerato […] A quell’epoca ero già ricercato per una rapina commessa a Latina in un ufficio postale

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Pubblicato il: 28 Marzo 2019

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