Corte europea condanna l’Italia per il carcere duro a Provenzano malato, Di Maio: «Con la mafia nessuna pietà»





È arrivata la sentenza della Corte europea dei diritti umani in merito alla vicenda del boss mafioso Bernardo Provenzano. Ed è una sentenza di condanna nei confronti dell’Italia che, negli ultimi mesi di vita del boss, gli ha negato una carcerazione più leggera, nonostante le sue gravi condizioni di salute che lo hanno portato alla morte il 13 luglio 2016. Le motivazioni della sentenza su Provenzano Stando alla motivazione della sentenza, «il ministero della giustizia italiano ha violato il diritto di Provenzano a non essere sottoposto a trattamenti inumani e degradanti». Più volte, a partire dal mese di marzo del 2016, l’avvocato di Provenzano, Rosalba Di Gregorio, aveva richiesto allo Stato italiano di far uscire il suo assistito dal regime del 41-bis. Secondo le perizie mediche effettuate dopo queste richieste, infatti, Provenzano non era più in grado di parlare né di comprendere, se non per esprimere concetti incomprensibili, aveva lunghi periodi di sonno e stati di semi-incoscienza. «Quella che abbiamo combattuto – ha affermato l’avvocato Di Gregorio – è stata una lotta per l’affermazione di un principio e cioè che applicare il carcere duro a chi non è più socialmente pericoloso si riduce ad una persecuzione»

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Pubblicato il: 25 Ottobre 2018

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