Coraggio, il meglio è passato – Il testo sacro dei futurologi non è ottimista sul futuro





È probabilmente lo studio più importante sulle grandi tendenze che investiranno il nostro pianeta, dall’economia ai conflitti etnici, all’intelligenza artificiale alle malattie, ed è appena stato tradotto in italiano. Non promette scenari ottimistici, questo è vero, ma diciamo anche che chi poteva avere aspettative troppo alte?Dopo un anno di preparazione, è uscito in Italia del rapporto del Millennium Project Lo stato del futuro 19.1, l’ultima edizione dello studio annuale sulle dinamiche future del think-tank americano che ha collaboratori sparsi in tutto il mondo e che torna disponibile nella nostra lingua, dopo alcune edizioni uscite diversi anni fa.Il rapporto mostra le prospettive di 15 sfide diverse e tutte, o quasi, concordano su un rallentamento dei progressi – intesi in senso multiforme – dell’umanità negli anni Venti del Ventunesimo secolo.Ma il testo non si ferma qui, e avanza raccomandazioni per invertire questa tendenza, elaborando scenari e analisi di anticipazione su tutti i livelli decisionali, sia nel settore pubblico che in quello privato, con la promozione iniziative concrete: dalla tassazione sulle nuove tecnologie al reddito di base, da un programma di ricerca e sviluppo sul modello del programma Apollo per il cambiamento climatico, all’introduzione di diete a base di insetti.Il Millennium Project è un network indipendente nato circa venticinque anni fa, senza scopo di lucro, fatto di istituzioni ed esperti di futures studies che mirano a migliorare la capacità di prendere le decisioni, accumulare conoscenza e progettare le politiche future.Il lavoro di traduzione in italiano è dell’Italian Institute For the Future, un’organizzazione no-profit fondata nel 2013 che si ispira alla tradizione dei centri di futures studies diffusi in diversi paesi del mondo, con l’obiettivo di studiare i cosiddetti megatrend e formare futurologi professionisti. La versione originale de Lo stato del futuro è giunta ormai alla diciannovesima edizione. Ogni anno l’edizione viene ampliata, i dati aggiornati, le idee integrate anche con il feedback coi lettori.Cover de Lo stato del futuro.Cover de Lo stato del futuro.”Ho conosciuto Jerome Glenn, il ceo del Millennium Project, lo scorso dicembre, e gli gli ho proposto di pubblicare un’edizione italiana del loro rapporto annuale“, racconta Roberto Paura, giornalista scientifico nonché uno dei principali animatori dell’Iif, che ha curato l’edizione italiana con Mara Di Barardo, direttrice del nodo italiano del Millennium Project

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Pubblicato il: 17 Dicembre 2018

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