
È bastato un gruppo di otto giovani tra studenti e neolaureati per dare la corretta dimensione del contratto di governo e della sua attuazione nei primi sei mesi di attività e alla luce della prima legge di bilancio targata Lega-M5S. Secondo i fact checker di Checkpointpromesse, infatti, tutte le promesse elettorali e relative al contratto di governo fatte da Luigi Di Maio e Matteo Salvini sono state evase soltanto al 16%. Checkpointpromesse, l’analisi sul governo Di 33 provvedimenti inseriti nel contratto che doveva essere la garanzia della durata del governo tra Lega e Movimento 5 Stelle, soltanto sette sono stati effettivamente realizzati. Tra questi, il Daspo per i corrotti e l’agente sotto copertura (per quanto riguarda il tema della giustizia), l’abolizione dei voucher e la presunta lotta alla precarietà del decreto dignità (la cui efficacia, tuttavia, è stata molto contestata), le clausole iva e la pace fiscale, l’istituzione di un ministero per la Disabilità. Sono misure bandiera, che nulla hanno a che fare con la vera sostanza delle promesse della partnership tra Lega e M5S. Reddito di cittadinanza e quota 100 non possono essere annoverate tra le cose fatte, fino a quando non ci saranno i provvedimenti esecutivi
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