
La parola chiave è resilienza. È il termine che recentemente si è affacciato negli studi sulla longevità e che contribuisce a spiegare perché il numero di persone che varcano la soglia dei cento anni è in vertiginoso aumento nel nostro Paese (e in generale nel mondo occidentale) e anche perché godono di ottima salute.Che cosa significa resilienza? “È la capacità di affrontare un evento traumatico o difficoltà in maniera positiva, quindi riuscire a riorganizzare la propria vita senza perdere la propria identità” spiega a Panorama.it la dottoressa Daniela Mari, autrice del libro A spasso con i centenari, ovvero l’arte di invecchiare bene (Il Saggiatore), un affascinante viaggio nei segreti e misteri dell’invecchiamento, che racconta, con aneddoti e studi scientifici, tutte le novità su come riuscire ad affrontare positivamente questa fase della vita (e come allungarla).“La resilienza è una caratteristica delle persone di qualsiasi età: sono flessibili e non si deprimono di fronte alle difficoltà della vita; le avversità invece di indebolirle le rafforza; sanno adattarsi bene al cambiamento insomma” prosegue l’esperta.Dunque, le persone che arrivano a spegnere più di novanta candeline sviluppano una strategia psicologica di adattamento per compensare il loro declino biologico.“Non accade solo da anziani: potrei citare l’esempio di un uomo, rimasto orfano di mafia da bambino, che fuggi a Milano, si arruolò nella prima guerra mondiale, dove grazie al contatto con soldati inglesi imparò la loro lingua, e una volta congedato aprì un’attività di successo proprio grazie alla conoscenza acquisita: visse oltre cento anni”.Il numero di centenari raddoppia ogni dieci anniIl fenomeno è in atto dal 1960: nel 1921 in Italia vi erano solo 49 centenari, nel 1981 1304. Secondo i dati Istat al 1º gennaio 2015, la stima dei centenari in Italia è di 19 095 individui su 60 795 612 abitanti (praticamente uno ogni tremila persone).E nel 2050 ci sarà un vero e proprio boom: si prevede che saranno circa centomila.
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