
Dopo aver affrontato anni e anni di ingiustizie nella propria patria, la Cina, l’imprenditore di successo Yu Ming è finalmente giunto negli Stati Uniti, da dove ha voluto condividere con il mondo la sua incredibile storia. L’imprenditore Yu Ming a Washington il 19 febbraio 2019. È arrivato negli Stati Uniti per unirsi a sua moglie, sua figlia e suo figlio nel gennaio 2019 con l’aiuto del governo degli Stati Uniti, dopo essere stato imprigionato per 12 anni e torturato quasi alla morte in campi di lavoro in Cina per la sua fede nel Falun Gong. (Samira Bouaou/The Epoch Times) Yu ha ingegnato un tentativo di fuga dai campi di lavoro che sembrava essere uscito direttamente da un film hollywoodiano: il tutto allo scopo di rivelare al mondo le torture che la Cina impiegava contro i dissidenti proprio mentre si apprestava a ospitare i giochi olimpici. E ancor prima ha scritto un articolo sullo sfruttamento dei detenuti per pubblicare libri pirata, redatti con proprietà intellettuali rubate. In seguito, ha collaborato anche con giovani avvocati dei diritti umani in Cina per appellarsi ai tribunali cinesi e per cercare di ottenere un risarcimento
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