
Entrando nelle case dei fedeli con il pretesto della «prevenzione dell’epidemia»,il regime sfrutta il virus per perseguitare i gruppi religiosi vietati. Mentre l’epidemia di coronavirus si diffondeva ovunque, il regime comunista cinese ha continuato a soffocare le voci del dissenso e, con la scusa di limitare la diffusione del virus , ha fatto arrestare oppositori, credenti e cittadini giornalisti . Secondo un documento pubblicato in marzo dalla Commissione per gli affari politici e legali di una località nella Cina nordorientale, il PCC ha istituito un «meccanismo per il mantenimento della stabilità» che prende di mira gruppi religiosi in Cina e all’estero, attivisti democratici, firmatari di petizioni e altri gruppi organizzati che potrebbero minacciare il regime e «mettere in pericolo la stabilità sociale» durante la pandemia.
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