
No, cari sovranisti (chiamiamoli così) della prima (o dell’ultima) ora. Non parliamo di esseri umani a cui precludere l’ingresso nel Bel Paese dopo esser fuggiti da guerre, carestie e campi di detenzione che hanno messo i piedi in testa ai loro diritti. Parliamo di droga, una montagna di droga che sbarca continuamente nei nostri porti e che poi viene immessa nel mercato dello spaccio.
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