
A mali estremi, estremi rimedi. Sergio Chiamparino ha le idee molto chiare su cosa deve e fare – e su cosa farà – la Regione Piemonte in caso di passo indietro del governo sul prosieguo dei lavori per la realizzazione della Tav. Il piano A prevede un referendum popolare per mostrare alla maggioranza che torinesi e piemontesi reputano indispensabile quest’opera; il piano B, invece, porterà all’autofinanziamento – senza supporto dello Stato – con la ricerca di un comune accordo tra tutte le regioni interessate da quel tratto dell’alta velocità. «Occorre rispettare gli impegni presi dal Parlamento e dall’Italia con i trattati internazionali sottoscritti dai governi e dal Quirinale», ha detto Sergio Chiamparino in un’intervista a La Repubblica che ha poi annunciato alcuni dei passi che ha intenzione di intraprendere in caso di voltafaccia del governo rispetto ai contratti firmati nel passato: «Se il Parlamento dovesse cambiare idea su quanto già stabilito, faremo un referendum in Piemonte per fare pressione sulla maggioranza». La proposta di Di Maio: niente Tav e fondi dirottati sulla Metro 2 Nella giornata di ieri il vicepremier Luigi Di Maio era tornato a parlare della questione Tav, ribadendo come sia oggetto di valutazione per individuare il rapporto costi-benefici e che la discussione attorno all’opera è prevista dal contratto di Governo
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