«Chi non è d’accordo se ne va»: il M5S pensa (anche) a un’altra epurazione dei dissidenti





Si sa, non tutti i senatori del Movimento 5 Stelle vogliono negare il processo a Matteo Salvini, come ha invece stabilito ieri da una votazione degli iscritti online. Già prima della consultazione diversi parlamentari pentastellati avevano manifestato dissenso rispetto alla linea dell’ala gorvernista guidata da Luigi Di Maio, che ha lavorato fin dall’inizio per respingere la richiesta dei magistrati di autorizzazione a procedere nei confronti del leader della Lega. La notizia del giorno è che dopo il voto sulla piattaforma Rousseau le distanze potrebbero non essere ricucite. Il M5S e il rischio espulsione di chi non vota contro il processo a Salvini A dimostrarlo sono le parole di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle che non negano la possibilità di una frattura in Aula.La vicepresidente del Senato Paola Taverna è stata molto dura con i dissidenti nella serata di ieri, intervenendo nel corso dell’assemblea congiunta del M5S alla presenza del capo politico Di Maio

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Pubblicato il: 19 Febbraio 2019

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