C’è una discarica abusiva sui fondali dello Stretto di Messina





Siamo noi a decidere il nostro futuro, ma a guardare le condizioni dei fondali dello Stretto di Messina è evidente che a molti italiani non interessi tutelare l’ambiente e il pianeta che ci ospita. Dall’automobile che ha percorso due chilometri prima di arrivare, in solitaria, nel punto più profondo del fondo marino, fino a sedie, bambolotti e altra spazzatura sparsa a oltre 500 metri di profondità. Questa è la sorpresa, neanche troppo inattesa, che si sono trovanti di fronte i geologi dell’Università La Sapienza di Roma e del Cnr che hanno immerso le loro telecamere per visionare la salute del canale che divide la Calabria e la Sicilia. Le immagini e il risultato dello studio sui fondali dello Stretto di Messina sono stati pubblicati dai ricercatori sul portale Nature, in cui viene spiegato nel dettaglio il livello di inquinamento derivato da scellerate e razionali scelte da parte dell’uomo.

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Pubblicato il: 31 Marzo 2019

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