CARO SAVIANO, A QUANDO LE CAVALLETTE? di Andrea Scanzi





Roberto Saviano ha saputo costruirsi un bel ruolo: quello di “Re dei buoni”. L’ultima tappa della sua crociata è la difesa del sindaco di Riace, anche – e soprattutto – dopo l’arresto. Ad agosto diceva: “Mimmo Lucano è un modello. Ripartiamo da qui per organizzare una nuova Resistenza”. Lungi dal fare autocritica, pratica a cui Saviano è un po’allergico, lo scrittore sta ora rilanciando il suo pensiero con intemerate funeree. Ovviamente il primo bersaglio è Salvini, che per Saviano c’entra sempre: Saviano è davvero convinto che Salvini sia una sorta di nuovo Goebbels.

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Pubblicato il: 4 Ottobre 2018

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