
Questa storia dovrebbe esser letta da chi continua a dire – negando qualsiasi tipo di evidenza – che in Italia non ci sia un problema razzismo. Sabato pomeriggio durante la partita del campionato Giovanissimi provinciali tra Cairese e Priamar sul terreno in sintetico del Brin B a Cairo Montenotte, nel savonese, l’arbitro è stato costretto a sospendere per due volte l’incontro a causa dei ripetuti cori razzisti nei confronti del portiere della squadra ospite. Insulti per il colore della sue pelle e altri appellativi classici di un gergo ormai deviato da un idiota germe razzista che nel calcio trova la sua peggior espressione e valvola di sfogo. «Il clima teso era percepibile, ma non tanto in campo quanto dagli spalti. Quel drappello di 20 ragazzi che continuavano ad insultare prima e scimmiottare insulti a matrice razziale è stata una cosa che mi ha ferito dentro, da allenatore e da amante di questo sport», ha spiegato Luca Fiorio, allenatore del giovane insultato
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