
Era difficile realizzare appieno che era successo, se non fosse che un caro amico mi ha spiegato l’etimologia del termine «entusiasmo», en-theos, essere pieni di un dio. Perché martedì sera ero andato pigramente allo stadio per Roma-Barcellona, io tifoso del Toro, in omaggio alla divinità del calcio, Leo Messi. La divinità del calcio aveva presto chinato il capo alla sorte omerica. Eppure mai si è avuta la sensazione di essere implicati in un evento terreno: dentro una folla di sessantamila persone, un’onda elettrica, collettiva, crescente, lenta e implacabile ci ha trasportati in un’altra dimensione.Chi non c’era farà fatica a comprenderne la portata. Essere atomi di una massa vibrante e poi tambureggiante di sessantamila persone, tutte ardenti del medesimo fuoco, tutte dirette al medesimo impossibile approdo, e concentrate sulla stessa smisurata realtà, è stato meravigliosamente scioccante. Il resto del mondo non c’era più.
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