Bubble Tea mania, quanto piace la bevanda cinese





 Chiamatelo pure bubble tea, boba o tè al latte perlato ma il risultao è sempre lo stesso: la miscela, un po’ spumosa e un po’ gommosa, fa tendenza e proseliti in giro per il mondo. E in qualsiasi stagione.Servito soprattutto con ghiaccio, ma esistono anche versioni calde, dalle Chinatown delle grandi città è arrivato a suscitare l’interesse dei più giovani grazie al gusto gradevolmente dolce e ai colori del bicchiere in cui viene presentato. Quello che rende famosa questa bevanda importata da Taiwan sono le piccole sfere di tapioca o gelatina di cocco che scoppiettano tra la lingua e il palato quando vengono risucchiate con una super cannuccia.Secondo quanto riportato dal New York Times, questa invenzione taiwanese risale addirittura agli anni ’80, per poi raggiungere la Cina, il Giappone e le Filippine e sbarcare negli Stati Uniti, in Brasile e in Nord Europa 10 anni dopo, fino a diffondersi in Italia di recente. A Milano, per esempio, arrivata come una curiosità inizialmente servita solo nei tea bar cinesi, adesso si trova stabilmente in shop specializzati aperti nelle vie centrali della città.Simbolo della “generazione manga”, visti i disegni del contenitore in cui di solito viene servito, questo soft drink è a base di tè nero, con o senza latte, aromatizzato con sciroppi a cui vengono aggiunte perle di tapioca o di gelatina di frutta succhiate con una cannuccia da 4 millimetri di diametro, tocco finale che lo ha reso un fenomeno di massa, molto fotografato e postato come “social media friendly”.I numeriVisto il successo, l’industria del “bubble tea” si è prefissata di raggiungere alti livelli con un fatturato di 3,2 miliardi di dollari entro il 2023, contro i 1,9 dollari miliardi del 2016. Numeri che fanno impressione se si pensa ai 1.500 negozi di tè Gong Cha aperti in tutto il mondo o ai 18mila i metri quadrati di una nuova fabbrica di perle di tapioca Boba Guys inaugurata negli States

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Pubblicato il: 29 Ottobre 2018

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