
Il parlamento britannico avrebbe dovuto votare mercoledì, secondo gli ultimi accordi stretti con la Ue, il nuovo testo proposto da Theresa May per la Brexit. Ora però è d’obbligo il condizionale: nella sera di lunedì è infatti passato un emendamento che, ancora una volta, scompiglia le carte sul tavolo. Brexit, passa l’emendamento che scavalca Theresa May La priorità del voto di mercoledì non sarà più il testo sottoposto da Theresa May, ma “i piani alternativi”. L’emendamento, porporato da due tory dissidenti, Oliver Letwin e Dominic Grieve, insieme ad un laburista, è passato con 329 voti favorevoli e 302 contrari. Cosi facendo, Westminster cerca di riprendere il controllo del timone. Pur di non dover ratificare o bocciare per la terza volta il testo proposto dal primo ministro, spesso accusata di aver presentato sempre la stessa tipologia di accordo senza fare mai modifiche sostanziali, la Camera si è appropriata della funzione solitamente del governo di decidere l’agenda delle votazioni
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