Bonafede: «Le accuse a De Vito troppo gravi non espellerlo». E se fosse innocente?





Figli e figliastri. Le accuse mosse ai danni di Marcello De Vito da parte della Procura di Roma sono molto gravi. Si parla di corruzione e tangenti ricevute per favorire alcuni piani di costruzione di Luca Parnasi – già inquisito nell’inchiesta soprannominata Rinascimento – sfruttando il suo ruolo di potere all’interno del Campidoglio. Il pentastellato, infatti, era fino a ieri mattina il presidente dell’Assemblea capitolina, ruolo di primo ordine nella gestione di Roma. Il processo, però, deve ancora iniziare e finora si parla solamente di capi di imputazione, ma il Movimento 5 Stelle – per volontà autonoma, come rivendicato da lui stesso, di Luigi Di Maio – ha provveduto all’immediata cacciata. E ora anche il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede si dice d’accordo con il suo leader politico, anche se avanzano alcune contraddizioni.

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Pubblicato il: 21 Marzo 2019

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