Black Mirror 4: la recensione del secondo episodio, Arkangel





Il secondo episodio della quarta stagione di Black Mirror, dall’inquietante titolo Arkangel, è  l’episodio che segue la classica impronta dello show, più simile alle origini britanniche della serie nata dagli strani processi mentali di Charlie Brooker. La freddezza calcolata della narrazione, i toni dimessi e velati dello scenario accennano immediatamente alla svolta tragica che prenderà la vita di Marie e di sua figlia Sara. Black Mirror 4, Arkangel: sinossi Quando la figlia Sara (Brenna Harding) si allontana, Marie (Rosemarie DeWitt), madre della ragazzina, decide di farle impiantare un sistema di controllo, chiamato Arkangel, con cui può monitorare la salute e ciò con cui entra in contatto la bambina attraverso i suoi occhi. Il sistema, inoltre, le permette di geolocalizzare Sara, e di attivare una sorta di filtro che impedisce la visione di ciò che può provocare stress. La madre controlla Sara in ogni ambito della sua vita, finché il non vivere esperienze reali complete come i suoi compagni le fa assumere comportamenti strani e violenti. Questo farà mettere a Marie in soffitta il controllo, ma poche cose rimangono “in soffitta” per sempre.

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Pubblicato il: 1 Gennaio 2018

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