
Cambiare tutto affinché nulla cambi. Le parole di Luigi Di Maio hanno messo in luce la particolare abilità degli esponenti della maggioranza di fare proclami per poi correre in ritirata. E diventare come gli altri. La ricetta proposta dal ministro dello Sviluppo Economico ricalca alla perfezione la negazione di quel cambiamento che il Movimento 5 Stelle aveva promesso ai propri elettori: «Attingeremo un po’ dal deficit e faremo rientrare il debito in dopo l’anno, o al massimo dopo due». Un vecchio modo di fare che fa a cazzotti con la nuova Terza Repubblica.
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