
Era il 17 agosto dello scorso anno, quando un furgone è piombato sulle Ramblas di Barcellona provocando la morte di 16 persone. Nell’attentato, rivendicato dall’Isis, persero la vita anche l’italo-argentina Carmen Lopardo e due italiani: il 22enne Luca Russo e il 35enne Bruno Gulotta. A quasi 365 giorni dalla loro morte, lo Stato non ha ancora provveduto a pagare i risarcimenti – dovuti per le vittime di terrorismo -, come raccontato a Il Giorno dagli amici di Gulotta. LEGGI ANCHE > Il terrorista che sorrideva mentre uccideva sulla Rambla «Dopo 12 mesi da quella tragedia – ha spiegato Marco Tajana, vicepresidente della fondazione dedicata alla memoria di Bruno Gulotta – i familiari non hanno ancora ricevuto un euro di risarcimento dallo Stato italiano». Il 35enne che lavorava come responsabile marketing per la rivista di informatica «Tom’s Hardware» era in vacanza a Barcellona con la moglie Martina e i suoi due figli, quando venne investito dal furgone guidato dai terroristi e piombato sulla folla delle Ramblas. Attentato Ramblas, la famiglia di Bruno Gulotta attende ancora il risarcimento A suo nome è nata un’associazione per regalare un futuro alla famiglia e ai figli di Bruno Gulotta.
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