
Non cala l’allarme a Torino, dopo il pacco bambo ricevuto ieri che ha provocato la sospensione del Consiglio comunale. L’ordigno, che era stato posto dentro una busta ritirata dall’Ufficio Protocollo della Città, conteneva polvere esplosiva e un innesco, in parole povere se aperto poteva esplodere. E ora la Questura rincara la dose, sottolineando come l’allarme bomba non si sia esaurito con il gesto di ieri. Secondo Repubblica fonti della Questura sottolineano che «in questi casi quasi sempre l’invio di plichi è multiplo», mentre i sospetti e le modalità sono, per gli inquirenti riconducibili all’area anarco-insurrezionalista. E il movente sarebbe abbastanza definito: lo sgombero del centro sociale “Asilo” dello scorso febbraio, sede, sempre per gli inquirenti, del braccio più duro e insurrezionalista dell’anarchismo torinese.
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