Annamaria Franzoni: «La gente deve sapere che non ho ucciso mio figlio»





Dopo 11 anni di carcere (tra prigione, domiciliari e periodi di reinserimento sociale) Annamaria Franzoni è tornata a essere una donna libera. Era stata condannata nel 2007 in Appello alla pena di 16 anni di reclusione per aver ucciso il suo figlio minore, il piccolo Samuele, la mattina del 30 gennaio 2002. Lunghi processi con l’epilogo e la sentenza della corte d’Appello che le sconta la detenzione dai 30 anni (decisi in primo grado) a 16 anni grazie alle attenuanti generiche. Ora è una donna libera che vive con il marito e gli altri due figli sull’Appennino Emiliano, ma ribadisce la sua innocenza. «Vorrei che la gente capisse che non sono stata io a uccidere mio figlio», ha sempre ribadito Annamaria Franzoni. Ed è questa la tesi difensiva portata avanti dai vari avvocati che si sono succeduti nel tentativo di scagionare la madre di Cogne dalle accuse, riuscendoci solamente in parte nel processo di Appello

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Pubblicato il: 8 Febbraio 2019

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