
Amgen ha annunciato il 16 ottobre scorso, il lancio in Europa, Italia compresa, di AMGEVITA, il primo biosimilare di adalimumab a ricevere l’approvazione dalla Commissione Europea (CE) per il trattamento negli adulti di gravi malattie infiammatorie croniche tra cui: artrite reumatoide da moderata a severa; artrite psoriasica; spondilite anchilosante (SA) attiva grave; malattia di Crohn da moderata a severa e colite ulcerosa da moderata a severa. AMGEVITA è anche autorizzato per il trattamento delle seguenti patologie infiammatorie pediatriche: malattia di Crohn da moderata a severa (dai 6 anni in poi), psoriasi a placche severa (dai 4 anni in poi), artrite associata a entesite (dai 6 anni in poi) e artrite idiopatica giovanile poliarticolare (dai 2 anni in poi). I farmaci biosimilari rappresentano un’opportunità per il clinico in quanto presentano un profilo di efficacia e di sicurezza sovrapponibile a quello dei biologici originatori ma consentono un risparmio di risorse, soprattutto se si tiene conto che in Italia il numero di pazienti trattati con farmaci biotecnologici è tra i più bassi d’Europa e se si fa riferimento alle limitazioni di budget delle singole Regioni. La nostra esperienza con i biosimilari è in generale positiva, soprattutto nei pazienti cosiddetti naive, che non sono mai stati trattati in precedenza con farmaci biologici, e non c’è ragione per non utilizzare il biosimilare nel paziente che ha indicazione per quel farmaco specifico. È tuttavia importante che si eviti un continuo switch da un biosimilare all’altro per mere ragioni di natura economica. Anche per i biosimilari, come per gli originatori, deve valere il principio della continuità terapeutica” – ha dichiarato Luigi Sinigaglia, Direttore Struttura Complessa di Reumatologia, Centro Specialistico Ortopedico Traumatologico Gaetano Pini-CTO, Milano.
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