Le chiamavano donnacce. Erano gli inizi del Novecento e il ciclismo, come tutto ciò che non riguardava la casa e la famiglia, era considerata una questione da uomini. Il gentil sesso non era adatto al sudore e nemmeno alla resistenza, così dicevano. Quando Alfonsina si presentava alla pista della Montagnola durante l’ora di pausa dal suo lavoro di sartina per vedere da vicino i ciclisti, i maschi la guardavano sghignazzando. «Cosa ci fa qui una femmina?». Lei alzava le spalle e continuava…
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