
E’ noto che l’acido folico (AF) in supplementazione durante le prime fasi della gravidanza riduce il rischio per il feto di sviluppare difetti del tubo neurale (NTDs). Forti evidenze specifiche hanno portato le organizzazioni nazionali a sviluppare linee guida per le donne in materia di integrazione periconcezionale, pur con ampie variazioni nelle raccomandazioni sull’inizio e durata della supplementazione con AF e questo spiega in parte le differenze nei tassi nazionali europei di NTD riportati dal registro EUROCAT (1). Attualmente diverse linee guida raccomandano una dose minima giornaliera di 400 μg al giorno per le donne che desiderano una gravidanza e un dosaggio superiore (da 800 μg a 1 mg) per i soggetti ad alto rischio che includono: donne di etnia ispanica, donne che prevedono un neonato di sesso femminile, donne che hanno una storia familiare di NTD in familiari di primo o secondo grado, donne con un BMI elevato o diabete pre-gestazionale non diagnosticato, donne con epilessia che assumono determinati farmaci antiepilettici (es. acido valproico e carbamazepina) e donne con basso consumo di folati alimentari.
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