
Quando parliamo di Danilo Toninelli, ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture per insufficienza di prove, dobbiamo confessare un certo disagio. Siamo abituati a sbeffeggiare questo e quello, ma nel suo caso l’impresa risulta inane e non resta che la resa: Toninelli si sbeffeggia così bene da solo da vanificare ogni sforzo esterno a lui. L’invenzione del “tunnel del Brennero” (ancora in costruzione fino, se va bene, al 2025) che “sapete quante merci e imprenditori utilizzano col trasporto su gomma” e che a lui risulta in piena efficienza in base a un fantomatico “dossier che ritengo importante” (e che evidentemente non ha letto o, se l’ha letto, gli hanno fatto uno scherzo), è troppo anche per chi coltiva l’esercizio della satira. Non si riesce a stargli dietro. Ora apprendiamo che lo “staff comunicazione del M5S” gli ha affiancato un tutor per controllargli preventivamente i social. Ma la contromisura precauzionale – quantomai opportuna, specie se verrà estesa agli altri membri del governo (per l’opposizione il problema si porrebbe se esistesse) – è facilmente aggirabile: e se, come nel caso del tunnel, il ministro vede un microfono e parla a braccio?
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