
Duecento milioni di dollari. Era stata questa la cifra destinata, nel 2013, all’acquisizione dell’app Onavo che si presentava sul mercato come una VPN (una virtual private network ), ma che in realtà rappresentava una vera e propria miniera d’oro per acquisire dati comportamentali degli utenti che se ne servivano. Stando ad alcuni report del passato, grazie all’utilizzo di Onavo e alla misurazione del numero di messaggi che venivano scambiati con WhatsApp rispetto a quelli scambiati co…
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