Il Senato boccia la parità di genere: no a parole come "ministra" o "senatrice" nel linguaggio istituzionale





Nessuna differenza di genere nella comunicazione istituzionale scritta: a dirlo è il Senato che ha respinto l’emendamento che puntava a introdurre nel regolamento di Palazzo Madama “un linguaggio inclusivo” . La proposta, durante il voto segreto voluto da Fratelli d’Italia, ha ricevuto solamente 152 voti favorevoli che non erano sufficienti per raggiungere la maggioranza assoluta ma, andiamo a vedere cos’è successo. Leggi anche: Il relatore all’università è anti-abortista, studenti di medi…

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Pubblicato il: 28 Luglio 2022

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